Libri

Prefazione: Questo libro nasce senza pretese. Non vuole insegnare nulla ne svelare verità nascoste; vuole, semplicemente raccontare. Non è facile parlare delle proprie emozioni, non è facile perchè lo svelarsi agli altri comporta dei rischi, ti rende nudo e fragile, esposto agli umori di quanti ti ascoltano o, peggio ancora, alla loro indifferenza. Quando però, lo si fa, lo si deve fare,come in questo caso con maturità e coraggio. L’Autore apre, con le sue poesie, la porta della sua anima, una porta che per molto tempo è rimasta chiusa; dietro quella porta vi è una stanza piena di ricordi, di immagini fissate, in modo indelebile, nella memoria, di speranze, di sogni, di amore e rabbia, di gioia e di malinconia. Un piccolo universo viene, così svelato; le difese cadono, le distanze si annullano, le parole diventano pesanti, in un mondo fatto per lo più, da parole leggere. La poesia può essere interpretata in molti modi, a seconda del gusto e delle inclinazioni di ognuno. Per l’Autore, a mio avviso, essa rappresenta un rifugio, una sorta di mondo parallelo dove ogni cosa ha, in una dimensione dove il tempo ha perso, ormai, la sua inesorabile mobilità, il suo posto ed il suo significato, il suo inizio e la sua fine. Rappresenta, ancora, una sfida, una scommessa che l’Autore ha fatto con se stesso. E’ difficile capire come si debba entrare nell’anima di una persona senza provocare un qualche danno ma credo sia ancora più impegnativo permettere che si entri nella propria anima, lasciare la porta aperta. Proprio per tale motivo, e per molti altri motivi, mi preme dire, per concludere, un’ultima cosa. Credo che leggendo attentamente queste pagine, una cosa si possa asserire con assoluta certezza: l’autore, la sua scommessa, non l’ha perduta.

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Prefazione: Immagini nitide ed evanescenti,sospese nell’indistinto flusso dell’incoscienza. Questi “pensieri” sono la continuazione di un discorso aperto precedentemente da “La porta dell’anima”. La chiave di lettura ruota intorno al tema del ricordo, che vede la mente imprigionata nel passato. Lo scopo dello scrittore è quello di trasmettere in modo semplice e piacevole scorci della sua vita accentuando le emozioni vissute, colte proprio nel momento in cui, all’approssimarsi del crepuscolo, la mente, libera dal peso quotidiano, si lascia avvolgere dall’onirica atmosfera della memoria. Il lettore rivive questi dolci ricordi, sulle righe poetiche di questa raccolta di pensieri, assaporandone l’intensa e piana malinconia, rapito dalla atmosfera mista di sogno e ricordo, fino al ricordo del sogno.

€11,90
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Prefazione: Questo libro nasce dal silenzio, nel silenzio, quasi di nascosto. Ottanta pagine. Quaranta fogli ammucchiati uno sull’altro, per raccogliere gli appunti di viaggio dell’autore. In questo libro che è “un canto senza voce” si dice ciò che si doveva dire perché poi non si dirà altro. La meta di un percorso iniziato con “La porta dell’anima” e seguito da “L’araba Fenice”: il viaggio dell’autore, come tutti i bei viaggi, termina qui, poiché, egli teme che dire ed aggiungere altro ancora sia superfluo.
Chi ha già letto le opere precedenti del poeta Giuseppe Nicola Di Leo, ritroverà qui la freschezza e gli “odori dei ricordi” che in questa raccolta lo riportano ancora più indietro sino all’infanzia, chi si accosta per la prima volta ad un suo componimento, assaporerà il gusto della scrittura semplice quasi “parlata” comprensibile a tutti senza percorsi “ermetici”, sentendosi trasportato dai versi la voglia di leggere “Dimenticanze” tutto in un fiato non mancherà.

€12,00
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Prefazione:
L’amore non ha età… disse qualcuno. Chi lo disse, fu estremamente impreciso: l’amore ha età! L’amore evolve come evolvono le fasi della vita: a vent’anni è imperituro, eterno e fiabesco, pulito e innocente. Poi, verso i trenta, diventa passione, irruenza, pulsione, trasgressione, tradimento, prendersi e lasciarsi e poi ancora, talvolta,
rassegnazione. Con la maturità – se arriva e quando arriva – inaspettatamente le cose cambiano: si ama, e basta. Si ama “pour mon plaisir personnel” per il proprio piacere personale, senza chiedersi, chiedere e soprattutto aspettarsi nulla. Con la consapevolezza che si sta amando per amare, godendosi il tragitto senza pensare alla meta. Qui smentisco un altro motto dettato dalla sapienza popolare: “chi nasce tondo non può morir quadrato”. Anche questo è un luogo comune: chi nasce tondo deve morire quadrato. Il contrario significherebbe che la vita non ci ha insegnato nulla. La vita è una continua evoluzione, questo il motivo della momentaneità dell’amore, quello che è perfetto oggi non è detto che sia giusto domani, ma non per questo vale di meno: è amore. Non evolversi equivale a non vivere, non si può vivere senza amare, non si può amare senza vivere.

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Prefazione: Antonio, giovane calabrese, si addentra, pieno di aspettative ed illusioni, nell’ambiente a lui sconosciuto della Milano “da bere” degli anni ’80, trovandosi a vivere e ad affrontare una realtà profondamente diversa da quella del suo paese. La storia, nel suo scorrere, tocca tematiche difficili e dolorose che hanno segnato tutta un’epoca.Droga, alcool, criminalità, “guadagno facile”, sono le problematiche che il protagonista vive sulla sua pelle e descrive con minuziosi particolari nel suo racconto ad un occasionale compagno di viaggio.Potrebbe essere ritenuta una semplice storia immaginaria, ma si presenta in realtà come un romanzo biografico che mira a far conoscere al lettore, seppur in maniera cruda, spaccati di vita reale da cui trarre la dovuta morale.“…Con la maturità, dopo tutto quello che aveva passato, Antonio le era riconoscente, era grato a quella vita che gli aveva dato una seconda, una terza, una quarta e chissà quante possibilità. Si era attaccato a lei come un cane al suo osso, come un cane al suo boccone di carne cruda.”

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